SALA CAPITOLARE

La Sala Capitolare

Il 13 aprile 1785 i canonici del Capitolo decisero di avviare la costruzione di una nuova aula capitolare, un intervento ormai improrogabile. Da quasi un secolo, infatti, le riunioni si svolgevano nella sacrestia antica – l’attuale stanza del Tesoro – uno spazio divenuto nel tempo troppo angusto e non più adeguato alle esigenze della vita capitolare.

Gli stucchi

La nuova sala si distingue per la ricchezza del suo apparato decorativo, dominato da raffinati rilievi in stucco che rivestono le pareti e la volta. Le decorazioni sono opera di Giovanni Battista Bernero (1736–1796), scultore attivo presso la corte sabauda e protagonista della scena artistica piemontese del tardo Settecento. A lui si devono anche il celebre gruppo scultoreo della Maddalena, oggi conservato nel Duomo sull’omonimo altare, e la fastosa decorazione marmorea della Cappella di Sant’Evasio.

Al centro di ciascuna parete si trovano quattro ovali in stucco, concepiti come modelli preparatori per le versioni marmoree ancora visibili nella Cappella del Santo Patrono. Realizzati intorno alla fine del 1787 e messi in opera nella seconda metà dell’anno successivo, essi raffigurano episodi della vita di Sant’Evasio, raccontati attraverso un linguaggio plastico elegante e dinamico.

Più enigmatiche appaiono invece le scene rappresentate nei quattro riquadri rettangolari inseriti nella cornice superiore. Attualmente ancora in fase di studio, i rilievi rappresentate mostrano un evidente legame formale con i tondi sottostanti e potrebbero rappresentare scene della vita del profeta Eleazaro

La Sala Capitolare è attualmente chiusa per restauri.

La Sala è attualmente chiusa al pubblico per lavori di restauro, necessari a preservarne e valorizzarne l’importante patrimonio artistico.

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